Per capire l’enorme importanza nella nostra vita del significato della congruenza, dobbiamo scoprire ancora alcune cose. Ricordate questo passaggio nel post precedente?
“l’individuo per comunicare deve elaborare un pensiero, che viene tradotto in una forma verbale e in un’azione comportamentale. Cosa accade quando i tre elementi, pensiero, parola, azione, non hanno il medesimo orientamento, non esprimono cioè un’identica sensazione o espressione? Ecco che si crea un’incongruenza”.
Ma perché avere il medesimo orientamento risulta così importante? Una delle innumerevoli scoperte portate alla luce dalla fisica quantistica, ma conosciuta da secoli nell’ambito della filosofia iniziatica, ci segnala che le centro trilioni circa di cellule che compongono il nostro organismo, sono dotate di una coscienza, che come tale può ricordare, valutare e scegliere.
Quando con approssimazione noi immaginiamo qualcuno come uno specifico individuo, ci sfugge il dettaglio che in realtà esso è costituito da una popolazione di elementi che si muovono seguendo la logica di una “federazione”, plasmando e gestendo quel determinato sistema vivente attraverso una perfetta sincronica sintonia.
Per usare una attraente metafora visiva, immaginate centinaia di uccelli che alle luci di un incantevole tramonto sfrecciano a grande velocità nel cielo, compiendo incredibili giravolte, disegnando splendide figure astratte con impeccabile sincronia, come se fossero appunto un organismo unico.
Quando per molteplici ragioni, la coscienza supervisionata dall’apparato egoico, decide di dare risposte diverse rispetto a quelle espresse dall’impulso iniziale, ecco che si crea una reazione disfunzionale all’interno di quel sistema. Il disagio incide su specifici gruppi di cellule, facendo scaturire risposte energeticamente dissonanti. Ciò può causare con il tempo, ripercussioni patologiche ad un qualche livello del sistema.
La congruenza ha come effetto dunque un allineamento armonico all’interno dell’organismo, ma anche con l’ambiente circostante. Quando le persone sono in presenza di qualcuno che estrinseca congruenza, si crea uno spontaneo fenomeno attrattivo, grazie alla sensazione di benessere che una tale predisposizione induce.
Sebbene tutto questo sia meraviglioso, può risultare molto distante dalla persona comune che, come abbiamo affermato nel precedente post, mette in atto inconsapevolmente il meccanismo dell’incongruenza decine di volte al giorno.
Ma ecco una splendida notizia, in determinati momenti quando esprimiamo le nostre sensazioni su qualcosa in cui crediamo profondamente e che non entra in conflitto con altre nostre componenti irrisolte, siamo in grado di esprimere una risposta congruente e gli altri la percepiscono all’istante. Si crea un momento magico, La luce nei nostri occhi diventa sfavillante, il viso irradia un trasporto, una gioia e i nostri movimenti risultano colmi di una naturale armonia. Gli altri ci osservano affascinati, con un atteggiamento di piacevole stupore, la reciproca corrispondenza in questi momenti diventa totale.
Il segreto sta nell’imparare ad aprirsi per trovare sempre più armonia in ogni aspetto dell’esistenza.
A questo punto sveliamo il significato della metafora iniziale del precedente post, sulla cosa migliore da fare quando siamo in caduta libera. La risposta è piuttosto semplice. Quando ci muoviamo in una dimensione congruente, possiamo decidere di rallentare in modo adeguato calibrando la velocità di discesa. Offriamo così a noi stessi la straordinaria opportunità di apprezzare quell’istante irripetibile, che alcuni chiamano vita…
Ecco una storia sulla congruenza che ha come protagonista il Mahatma Gandhi.
Un giorno si presentò davanti a Gandhi, una donna accompagnata da suo figlio.
“Mahatma, sono molto preoccupata perché questo mio figlio mangia ogni giorno molto zucchero” disse la donna. Gandhi rimase in silenzio a lungo, poi disse loro: “Tornate tra quindici giorni”. La risposta incuriosì un po’ madre e figlio, i quali comunque se tornarono al villaggio. Due settimane dopo si ripresentarono dal Mahatma, il quale guardò il bambino negli occhi e gli disse con voce severa: “Non devi mangiare così tanto zucchero, perché ti fa male alla salute”. La madre sorpresa, chiese al maestro: “Ma non potevi dirci la stessa cosa quindici giorni fa, evitandoci così di compiere di nuovo questo lungo e faticoso viaggio?” E lui rispose: “Quindici giorni fa anche io mangiavo lo zucchero”.
In attesa di scoprire insieme nuovi formidabili strumenti, vi auguro di poter ritrovare la vostra sintonia.
“Come l’ape raccoglie il succo dei fiori senza danneggiarne colore e profumo, così il saggio dimori nel mondo”.
Siddhārtha Gautama Buddha
Attraverso voi, scopro rinnovati aspetti. Grazie
Marius
