Domanda: E’ possibile essere in buona salute in modo continuativo, fisicamente, emotivamente ed energeticamente? E’ possibile aumentare il livello di vitalità per vivere pienamente ogni aspetto della nostra esistenza? E’ possibile avere freschezza di pensiero e lucidità mentale? La risposta a queste domande è affermativa, si può ottenere tutto ciò grazie alla pratica del Qi Gong! Questo termine che può essere tradotto come lavorare, gestire (Gong), l’energia vitale (Qi), fa riferimento a una delle più antiche discipline della tradizione cinese, nata circa 4500 anni fa. Tale disciplina si è sviluppata nel corso dei secoli attraverso una profonda e acuta osservazione degli innumerevoli fenomeni ed eventi che accadono in natura e altresì studiando il comportamento animale e quello umano.
Questa pratica associata alla filosofia Taoista, parte dai medesimi principi su cui è basata la Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Ad esempio il concetto del meccanismo duale di tutti i fenomeni presenti nell’universo: lo Yin e lo Yang, che rappresentano le due entità opposte e complementari, che formano l’interezza del tutto (ad esempio notte – giorno, alto – basso, piccolo – grande etc.). Un altro aspetto prioritario fa riferimento alla straordinaria teoria dei cinque elementi o per meglio dire, le cinque fasi energetiche che permettono di indagare e determinare i processi che generano uno stato di equilibrio (salute) o di squilibrio (malattia) che si attuano nell’organismo umano e in tutti gli eventi naturali.
Uno dei principi fondamentali sui cui il Qi Gong si fonda, è quello di regolare e conseguire un migliore stato di salute psicofisico. Questo avviene solo tramite un adeguato scorrimento di energia vitale (Qi) nel corpo, attraverso dei canali, chiamati meridiani.
Per ottenere la salute e l’equilibrio dell’organismo, la pratica del Qi Gong si sviluppa impiegando caratteristici movimenti fisici, delicati e armonici; l’uso di particolari tecniche di respirazione, adottando metodi di concentrazione mentale, di visualizzazione indirizzata, adoperando determinate posture meditative e inoltre utilizzando l’emissione di “vibrazioni vocali” in specifici esercizi.
I campi di applicazioni della pratica del Qi Gong sono numerosi e vanno dalla sfera della salute e della longevità, all’ambito sportivo, alla sessualità, al ringiovanimento e la bellezza, alle arti marziali, fino alla possibilità di acquisire una profonda evoluzione spirituale.
In questo articolo parleremo soprattutto di alcuni aspetti legati alla salute e la longevità.
A questo proposito è veramente sorprendente sapere che nel 610 d.C, Chao Yuan Fang, un imperiale professore di medicina scrisse: Le cause delle malattie, un manuale diviso in 50 volumi. In questo testo furono descritte 1270 tipi di malattie, spiegandone i sintomi e le cause. Per tutte queste affezioni, vennero esposti come rimedi terapeutici, una varietà di circa quattrocento serie di esercizi di Qi Gong!
Il dottor Stephen Chang cita in un suo libro uno studio scientifico sul Qi Gong condotto in Cina dal dottor Pao Ling. In questo esperimento furono coinvolti 2873 pazienti, ammalati di cancro in fase terminale. Venne applicata una terapia quotidiana di Qi Gong per 6 mesi. Il 12% dei pazienti guarirono e il 47% mostrarono notevoli segni di miglioramento del loro stato di salute. Questo tipo di esperimenti sono stati realizzati nel tempo in diverse parti del mondo, con risultati molto incoraggianti.
Una nota sulla professione del medico: Un aspetto curioso che accadeva nell’antica Cina, consisteva nell’obbligo per ogni medico di appendere un cartello fuori dal suo studio in cui si elencava il numero di pazienti morti quell’anno. A causa di ciò, come si può facilmente immaginare, solo i medici più capaci ed esperti avevano un effettivo successo di pubblico.
Uno degli elementi a cui è stata data estrema importanza nella filosofia del Qi Gong, è il principio della prevenzione. Con la pratica quotidiana di questi esercizi, come sanno bene coloro che applicano questa disciplina, si creeranno i presupposti nel limitare l’insorgenza di disturbi più o meno gravi prodotti dal ristagno dell’energia vitale (Qi) sui meridiani.
In tal senso osservando uno stile di vita adeguato e armonioso, come ad esempio un’alimentazione naturale, di tipo prevalentemente vegetale e in quantità equilibrata. Una quiete mentale (aiutata da una pratica meditativa e di respirazione), camminate quotidiane nel verde. E infine una predisposizione ad avere un atteggiamento collaborativo e disponibile verso le altre persone. Simili premesse ci predispongono a vivere a lungo e in piena salute, come vedremo.
Parlando di longevità, non si può non citare Li Ching-Yuen, maestro erborista, esperto di Qi Gong e di arti marziali, nato nel 1677 e morto nel 1933. Si avete letto bene, è vissuto 256 anni! Si dice che nella sua vita abbia avuto 14 mogli e un centinaio tra figli e nipoti. La storia sembra sia vera, documentata anche dalla presenza nei registri anagrafici imperiali. Si racconta che passasse diversi mesi all’anno sui monti a raccogliere le erbe medicinali. Per il maestro Li un cambiamento importante avvenne intorno ai 130 anni, ebbe la fortuna infatti di incontrare sulle montagne un monaco taoista, eremita, che pare avesse raggiunto la straordinaria età di 500 anni. Il monaco decise di trasmettergli alcune pratiche segrete di Qi gong, di respirazione e di alimentazione. Risultato: il maestro Li raggiunse la ragguardevole età di 256 anni.
Egli ci ha lasciato alcune Regole di vita apparentemente semplici ma efficaci:
Mai affrettarsi nella vita. Prendetevela lentamente e con comodo, senza la minima fretta. Starsene calmi come tartarughe, camminare vispi come uccelli, dormire profondamente come cani.
Evitare le forti emozioni di ogni genere, specialmente quando si invecchia. Questo aspetto succhia tutta l’energia dal corpo e crea disarmonia negli organi vitali.
Osservare un regime fisico giornaliero di esercizio e di respirazione. La durata e l’intensità del vostro regime non sono importanti come la sua regolarità.
Nella tradizione taoista, si è osservato che una delle cause dell’invecchiamento, è dovuta all’irrigidimento del corpo, quindi diventa decisivo poter accumulare e far circolare l’energia vitale (Qi). Infatti una delle caratteristiche degli esercizi di Qi Gong è proprio quella di raccogliere e immagazzinare tale energia in un’area poco al di sotto dell’ombelico, chiamata Dan Tian, che significa: il campo di cinabro. Da questo punto il Qi viene poi irradiato nei diversi organi interni, attraverso la rete dei meridiani del corpo.
Nel testo più importante del taoismo, il Tao Te Ching scritto circa 2500 anni fa da Lao Tzu, ecco un passaggio interessante, che esprime un concetto basilare, formulato con uno stile descrittivo che predilige gli apparenti paradossi:
“L’essere umano nasce tenero e debole; quando muore è duro e rigido.
Ogni cosa, compresi l’erba e gli alberi, da vivi sono teneri e flessibili;
da morti secchi e friabili.
La rigidità è quindi compagna della morte;
la flessibilità è compagna della vita.
Un esercito che non sa arrendersi sarà sconfitto.
Un albero che non si piega
si spezzerà nel vento.
Ciò che è duro e rigido si romperà,
ciò che è tenero e flessibile avrà la meglio“.
In questo senso il grande maestro ci ricorda come le cose più solide e di lunga durata in natura, non si esprimono attraverso la durezza e l’inflessibilità, ma si manifestano al meglio nell’essere teneri e duttili. In altre parole l’essere flessibili e capaci di piegarsi supera e modifica il processo di invecchiamento a cui sono destinati tutti i corpi. Ma tale principio può essere utilizzato coerentemente applicato anche al nostro modo di pensare e di comportarsi.
E’ importante ricordare che il Qi Gong non è solo un insieme di tecniche, esercizi, ma dovrebbe diventare soprattutto uno stile di vita, abbracciando una interpretazione e una visione differente degli eventi e delle situazioni che ci accadono.
“La felicità è salute e vivere senza fretta.
A sessant’anni scalavo la montagna senza stampelle.
Approssimandomi ai novanta, il Qi mi ha reso in forma e forte.
I miei occhi danzano ancora davanti a mille libri”.
Lo You
Mario Carulli
